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Enneagramma e Carte Dixit: scoprire il carattere attraverso le immagini

scritto da Laura Bongiorno

In questo articolo parleremo del sistema di classificazione del carattere chiamato Enneagramma e il modo di lavorare su questo con le carte Dixit.

INDICE

Cos’è l’Enneagramma

Storia

Caratteristiche

Benefici

Come si esplora l’Enneagramma

Enneagramma e carte Dixit come strumento per la conoscenza di sé

Cos’è l’Enneagramma

L’Enneagramma è un antico sistema di classificazione del carattere, rappresentato graficamente da nove punti collegati tra loro all’interno di un cerchio. Ciascuno dei nove punti identifica una tipologia caratteriale e descrive quindi una diversa modalità di interpretare il mondo, di entrare in relazione con gli altri e di affrontare le difficoltà della vita.

Ognuno di noi sviluppa il proprio carattere a partire da una predisposizione personale e da una carenza affettiva. Per sopravvivere, una delle nove funzioni “prende il potere”, interferendo con l’equilibrio naturale dell’organismo — che invece prevederebbe che tutte le funzioni si alternino a seconda della situazione e dei bisogni che via via emergono.

Ed è proprio perché possediamo, in potenza, tutte le nove funzioni che nessun carattere ci apparirà mai del tutto estraneo: riconoscersi in una tipologia è un po’ come sentire “l’aria di famiglia”. Ogni persona è diversa da tutte le altre, ma c’è sempre qualcosa di familiare che le accomuna.

Con la crescita il carattere diventa sempre più rigido e si comporta come una corazza che ci protegge ma allo stesso tempo ci limita. Un po’ come continuare a indossare l’armatura anche in tempo di pace: ci difende ma ci impedisce sensibilità, morbidezza, piacere.

Storia

Il simbolo dell’Enneagramma ha origini molto antiche e complesse ma viene introdotto in Occidente solo all’inizio del Novecento da George Gurdjieff, che lo utilizzava all’interno del proprio percorso spirituale.Negli anni ’60 e ’70 il sistema comincia ad assumere la forma che conosciamo oggi, grazie al lavoro del filosofo boliviano Oscar Ichazo, che per primo associa ai nove punti del diagramma nove tipologie di carattere. 

Il passaggio decisivo verso la psicologia contemporanea si deve a Claudio Naranjo, psichiatra e psicoterapeuta cileno, che integra l’Enneagramma con la psicoanalisi, la Gestalt e le neuroscienze, trasformandolo in un vero strumento clinico e di crescita personale. Da qui il modello si è diffuso e arricchito grazie al contributo di numerosi altri autori — Helen Palmer, Piero Quattrini, A. H. Almaas, solo per citarne alcuni — che ne hanno approfondito i diversi aspetti, da quello più spirituale a quello più squisitamente psicoterapeutico.

Caratteristiche

Ogni punto del diagramma rappresenta una funzione necessaria all’organismo per vivere — funzioni che, in origine, apparterrebbero tutte a ciascuno di noi in egual misura. Crescendo, però, nel complesso processo di adattamento all’ambiente, impariamo a usarne prevalentemente una, rendendola “ipertrofica”.

Ci sono 9 caratteri principali, ognuno contraddistinto da bisogni profondi e modalità specifiche di interpretazione della realtà. Il modo in cui interpretiamo ciò che accade genera determinate emozioni, che a loro volta rinforzano quella stessa interpretazione, rendendo il carattere sempre più automatico.

Il problema non è avere un carattere ma identificarsi completamente con esso. Quando smettiamo di metterlo in discussione e pensiamo semplicemente “io sono fatta/o così”, rischiamo di ripetere gli stessi copioni nelle relazioni, anche quando ci fanno soffrire.

C’è una cosa che l’esperienza insegna molto presto quando si lavora con l’Enneagramma: il carattere non è un difetto, ma una protezione. È il modo che ciascuno di noi ha trovato, fin dall’infanzia, per adattarsi all’ambiente, sentirsi al sicuro, ottenere amore e affrontare ciò che allora sembrava difficile o minaccioso.

È importante ricordarlo: l’Enneagramma è una chiave di lettura, non è la verità, almeno non l’unica possibile. È una mappa che indica la direzione, ma non può fare il cammino al posto nostro

Benefici

Iniziare un percorso attraverso l’Enneagramma significa darsi dei punti di riferimento per comprendere meglio sé stessi e gli altri, collocandosi in un sistema flessibile, senza etichettamenti rigidi.

Nella pratica, questo lavoro può aiutare a:

  • riconoscere i propri copioni automatici: quei modi di reagire che si ripetono sempre uguali, anche quando vorremmo agire diversamente.
  • comprendere quale “funzione” stiamo usando troppo, e quale invece stiamo trascurando
  • sviluppare maggiore comprensione e compassione per se stessi e per gli altri
  • capire quale armatura si sta indossando, da cosa ci ha protetti in passato e se oggi ci sta ancora aiutando o ci sta limitando
  • migliorare la qualità delle relazioni, dentro e fuori di sé

Non possiamo eliminare il carattere. In fondo, in qualche modo, la spinta che ci muove resta la stessa. Ma la consapevolezza ne permette la gestione — e questo, con il tempo, cambia moltissimo la nostra possibilità di essere davvero liberi dai condizionamenti caratteriali.

Come si esplora l’Enneagramma

Riconoscersi in un carattere non è un processo immediato: richiede tempo, pazienza e la disponibilità ad attraversare un po’ di disorientamento, soprattutto all’inizio.

Alcuni suggerimenti per iniziare:

  • Parti dalla curiosità, non dalla ricerca di un’etichetta. Non si tratta di “trovare il proprio numero” ma di riconoscersi in un modo di stare al mondo.
  • E’ più importante (e più facile) comprendere prima quale carattere NON siamo perché questo ci aiuta a comprendere subito quale funzione ha senso allenare maggiormente nella nostra vita
  • Osserva i tuoi automatismi, più che le tue idee su te stesso: cosa scatta quando qualcosa non va come dovrebbe? Cosa provi quando ti senti in difetto o in mancanza?
  • Non avere fretta di arrivare a una conclusione. Il carattere è un filtro percettivo profondo: conoscerlo bene richiede tempo.
  • Affiancati a un’esperienza guidata, individuale o di gruppo, dove la teoria possa incontrare il vissuto concreto.

Enneagramma e carte Dixit come strumento per la conoscenza di sé

Uno dei limiti principali nello studio dell’Enneagramma è la sua complessità teorica: nove tipi, tre centri (pensiero, sentimento, azione), passioni, fissazioni, sottotipi. Tenere insieme tutto questo può scoraggiare o disorientare, soprattutto in una prima fase di avvicinamento al modello.

È qui che le carte Dixit possono diventare un alleato prezioso. Le immagini dettagliate ed evocative dei mazzi Dixit permettono di accedere ai nuclei emotivi e cognitivi di ciascun carattere in modo diretto, senza passare necessariamente dal linguaggio verbale: una carta scelta per rappresentare la propria “spinta nevrotica”, il proprio modo di reagire alla frustrazione, o la propria fatica a chiedere aiuto, dice spesso più di una lunga descrizione teorica.

Attraverso un’attività ludica, la persona è più disponibile a mettersi in gioco e a contattare, tramite la relazione con l’immagine, quelle parti di sé che il solo pensiero razionale tende a proteggere o a nascondere. Le carte diventano uno specchio: aiutano a riconoscere la propria passione dominante, a dare forma alla propria fissazione, a nominare ciò che normalmente resta sullo sfondo, agito ma non visto.

In un percorso di gruppo, individuale o di coppia, questo incontro tra Enneagramma e carte Dixit apre uno spazio esperienziale dove capire non basta. La mia esperienza dice che l’enneagramma non si sa, si fa. E le immagini diventano il primo passo concreto verso quel fare.

Per approfondire questo tema, potete seguire il corso esperienziale “Enneagramma e Carte Dixit” https://psicoludia.it/prodotto/enneagramma-e-dixit/

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